02 Feb 2024

Analisi delle acque reflue: processi, parametri e normative

L’importanza dell'analisi delle acque reflue

L'analisi delle acque reflue è fondamentale per il monitoraggio e la riduzione dell'impatto ambientale generato da una vasta gamma di attività, assicurando la conformità alle normative vigenti e promuovendo pratiche di sostenibilità. Quest’operazione è essenziale per identificare e quantificare i contaminanti presenti nelle acque di scarico urbane, domestiche e industriali, consentendo l'adozione di strategie efficaci per il trattamento e la depurazione delle acque reflue prima del loro rilascio nell'ambiente o il loro riutilizzo. Un’efficiente gestione degli impianti di trattamento delle acque gioca un ruolo chiave in questo processo, assicurando che le tecniche di depurazione siano ottimizzate per rimuovere i contaminanti in modo efficiente e conforme alle norme.

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La Direttiva Quadro sulle Acque (DQA) dell'Unione Europea, tramite la Direttiva 2000/60/CE, impone linee guida chiare per preservare le risorse idriche, puntando alla diminuzione dell'inquinamento e al mantenimento degli ecosistemi acquatici attraverso un'attenta analisi delle acque reflue. In Italia, queste direttive si traducono nel Decreto Legislativo 152/2006, noto come "Codice dell'Ambiente", che obbliga a trattare adeguatamente le acque reflue per proteggere sia l'ambiente che la salute pubblica, riducendo la presenza di sostanze nocive.

Come si analizzano le acque reflue?

L'analisi delle acque reflue inizia con una fase cruciale: il prelievo di campioni dall'acqua da analizzare. Questo processo deve essere eseguito con attenzione per assicurare che i campioni siano rappresentativi dell'intero volume di acqua in esame. Una volta raccolti, i campioni vengono sottoposti a una serie di test specifici che si dividono in categorie chimiche, fisiche e biologiche, ognuna mirata a identificare aspetti diversi dell'inquinamento.

  • Analisi chimiche: questi test sono fondamentali per rilevare la presenza e quantificare la concentrazione di sostanze chimiche nocive come metalli pesanti, composti organici volatili e nutrienti come azoto e fosforo. L'analisi chimica può anche determinare il pH, la domanda chimica di ossigeno (COD) e la domanda biochimica di ossigeno (BOD), indicatori chiave della qualità dell'acqua.
  • Analisi fisiche: le analisi fisiche valutano le proprietà fisiche delle acque reflue, quali temperatura, torbidità, colore e odore. Questi parametri possono influenzare la vita acquatica e indicare la presenza di particolari tipi di inquinamento.
  • Analisi biologiche e microbiologiche: queste analisi sono fondamentali per la valutazione complessiva delle acque reflue, concentrandosi sull'identificazione e quantificazione di microrganismi quali batteri, virus, protozoi e parassiti. In particolare, le analisi microbiologiche offrono una visione approfondita sulla presenza di microrganismi specifici e pericolosi. Tali test sono indispensabili per comprendere i rischi sanitari legati alle acque reflue e per assicurare l'efficacia dei metodi di depurazione nell'eliminare questi agenti patogeni.

I parametri utilizzati nell’analisi delle acque reflue

I parametri utilizzati nell'analisi delle acque reflue sono numerosi e variano a seconda delle normative specifiche applicabili e degli obiettivi di qualità dell'acqua desiderati. Tuttavia, alcuni dei parametri più comuni includono:

  • Domanda Biochimica di Ossigeno (DBO5): misura la quantità di ossigeno consumato dai microrganismi per la degradazione della materia organica presente nell'acqua in un periodo di 5 giorni. È un indicatore della quantità di inquinamento organico.
  • Domanda Chimica di Ossigeno (DCO): rappresenta la quantità totale di ossigeno richiesto per ossidare chimicamente le sostanze inquinanti organiche e inorganiche presenti nell'acqua. Fornisce una quindi misura complessiva del livello di inquinamento.
  • Azoto Totale (N totale): include tutte le forme di azoto presenti, come l'ammoniaca (NH3), i nitrati (NO3-) e i nitriti (NO2-), ed è importante per valutare l'impatto delle acque reflue sugli ecosistemi acquatici, in particolare per il fenomeno dell'eutrofizzazione.
  • Fosforo Totale (P totale): simile all'azoto totale, il fosforo è un nutriente che può causare eutrofizzazione se presente in quantità eccessive. La misurazione del fosforo totale aiuta a valutare questo rischio.
  • Solidi Sospesi Totali (SST): indica la quantità di particelle solide sospese nell'acqua, che possono influenzare la qualità dell'acqua e la vita acquatica.

Come garantire la conformità normativa attraverso l’analisi delle acque reflue con ASPEL

Il Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente) stabilisce anche la frequenza dei controlli sulle acque reflue in base al tipo e alla dimensione dell'impianto di trattamento, nonché alla natura dello scarico. La normativa prevede controlli periodici che possono variare da mensili a trimestrali o annuali, a seconda delle caratteristiche specifiche dell'impianto e del potenziale impatto ambientale dello scarico. È responsabilità degli operatori degli impianti assicurarsi che questi controlli siano effettuati regolarmente per garantire la conformità agli standard di qualità dell'acqua imposti.

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