Il bulking nei fanghi attivi è una delle problematiche più frequenti e complesse negli impianti di depurazione biologica. Si verifica quando il fango perde la capacità di sedimentare correttamente, causando un aumento dei solidi sospesi, inefficienze nel processo e possibili superamenti dei limiti di scarico.
In questo articolo analizziamo cosa si intende per bulking, quali sono le sue cause principali, le due tipologie più comuni e le soluzioni operative per prevenirlo o affrontarlo in modo efficace. Una guida pratica rivolta a tecnici ambientali, gestori e operatori che lavorano con impianti a fanghi attivi.
Il bulking è un’alterazione della struttura del fango biologico, che si manifesta quando i fiocchi perdono la capacità di sedimentare in modo efficace nel chiarificatore secondario. Invece di depositarsi sul fondo, restano sospesi o tendono a galleggiare, impedendo una corretta separazione tra acqua chiarificata e fanghi.
Le principali conseguenze sono:
La tempestiva individuazione del fenomeno è cruciale per evitare ricadute sul rendimento e sulla conformità ambientale dell’impianto.
Il bulking può essere innescato da una serie di fattori di natura biologica, chimica o gestionale. Le cause più frequenti includono:
Identificare correttamente la causa è fondamentale per intervenire in modo mirato, evitando trattamenti inefficaci o dannosi per l’equilibrio del processo biologico.
Il bulking si distingue in due principali categorie: filamentoso e viscoso, ciascuna con caratteristiche distintive e cause specifiche.
Il bulking filamentoso è la forma più comune ed è causato dalla proliferazione incontrollata di batteri filamentosi, che si sviluppano all’esterno dei fiocchi biologici. Questi microrganismi formano una rete intrecciata che rende i fiocchi leggeri e poco sedimentabili. Tra i batteri più comuni troviamo Sphaerotilus natans, Nocardia, Type 021N e Type 1701.
Questa condizione si riconosce facilmente attraverso l’osservazione al microscopio e spesso si accompagna a fenomeni di schiume persistenti in superficie, difficoltà di separazione e sovraccarico del comparto finale.
Il bulking viscoso, meno frequente ma altrettanto critico, è associato all’eccessiva produzione di sostanze mucillaginose (EPS) da parte della biomassa. Questi composti, se presenti in grandi quantità, aumentano la viscosità dei fiocchi e ne compromettono la compattazione.
La causa è spesso riconducibile a squilibri nutrizionali, carenze di oligoelementi o presenza di sostanze che stimolano la produzione di EPS. Il fango appare appiccicoso e gelatinoso, con fiocchi mal formati e debolmente aggregati.
Affrontare il problema del bulking nei fanghi attivi richiede un approccio sistemico e personalizzato, basato sull’analisi accurata del processo depurativo e sulla regolazione dei parametri chiave. Non esiste una soluzione unica: ogni impianto presenta caratteristiche specifiche, e per ottenere risultati concreti è essenziale individuare le cause alla radice.
Tra le principali soluzioni operative rientrano:
Affrontare il fenomeno del bulking nei fanghi attivi richiede competenze tecniche, strumenti di analisi e una profonda conoscenza dei processi depurativi. Aspel, con anni di esperienza nella progettazione di impianti per il trattamento acque, è il partner ideale per supportare le aziende nella prevenzione e risoluzione di questa problematica ambientale.
Grazie a un team di esperti e strumentazioni all’avanguardia, la nostra impresa supporta i propri clienti nell’analisi microbiologica del fango, nella scelta dei correttivi più adatti e nell’ottimizzazione dei processi depurativi.
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