19 Sep 2025

Bilancio di sostenibilità: obblighi e scadenze per le aziende nel 2025

l bilancio di sostenibilità nel 2025: verso una rendicontazione più trasparente e sostenibile

Nel 2025 il bilancio di sostenibilità è diventato uno strumento sempre più centrale per la rendicontazione aziendale. Con l’entrata in vigore della nuova normativa europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), le imprese sono chiamate a una maggiore trasparenza in ambito ambientale, sociale e di governance.

In questo articolo approfondiremo che cos’è il bilancio di sostenibilità, quali sono gli obblighi per le aziende nel 2025, quali criteri ESG considerare e come strutturare un report efficace. Infine, vedremo come Aspel può supportare le imprese nella gestione degli aspetti ambientali e nella conformità normativa.

bilancio sostenibilità 2025

Che cos’è il bilancio di sostenibilità e perché è importante

Il bilancio di sostenibilità è un documento che riassume in modo strutturato le performance ambientali, sociali e di governance (ESG) di un’impresa. Serve a comunicare agli stakeholder l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità e la responsabilità sociale.

A differenza del bilancio economico-finanziario, il bilancio di sostenibilità non si limita ai numeri, ma racconta il modo in cui l’azienda impatta sull’ambiente, sulle persone e sulla società. I contenuti del report variano in base al settore e alla dimensione aziendale, ma in genere includono:

  • Consumi energetici e idrici, emissioni in atmosfera, gestione dei rifiuti.
  • Condizioni di lavoro, parità di genere, formazione e sicurezza.
  • Governance aziendale, gestione dei rischi, relazioni con i fornitori.

Nel 2025, grazie alla CSRD, questo tipo di report assume valore legale, diventando obbligatorio per molte più aziende rispetto al passato. Le imprese devono quindi dotarsi di sistemi di raccolta dati accurati e adottare standard di rendicontazione ESG riconosciuti come gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards).

 

I criteri ESG: cosa sono e come impattano sulla rendicontazione

I criteri ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentano i tre pilastri della sostenibilità aziendale e sono diventati essenziali per investitori, istituzioni e consumatori.

  • Il criterio Environmental valuta l’impatto ambientale dell’attività d’impresa: emissioni di CO₂, uso delle risorse naturali, gestione degli scarichi idrici ed emissioni in atmosfera.
  • Il criterio Social riguarda il benessere delle persone coinvolte direttamente o indirettamente dall’attività aziendale: dipendenti, fornitori, comunità locali.
  • Il criterio Governance analizza la struttura e le pratiche di governo aziendale: trasparenza, etica, anticorruzione e diversità nei board.

Nel contesto del bilancio di sostenibilità ESG, le aziende devono valutare i propri impatti non solo in base ai risultati interni, ma anche secondo il principio della “doppia materialità”: come l’azienda influisce sull’ambiente e sulla società e, al contempo, come queste variabili influenzano l’azienda.

Integrare correttamente gli ESG nella rendicontazione significa anche migliorare la reputazione aziendale, aumentare la fiducia degli stakeholder e accedere a finanziamenti green o bandi europei.

 

Obblighi normativi e scadenze per il bilancio di sostenibilità nel 2025

Il 2025 segna un punto di svolta per gli obblighi di rendicontazione ESG in Europa. Con la CSRD (Direttiva UE 2022/2464), recepita in Italia dal D.Lgs. 125/2024, la platea delle aziende soggette a obbligo si amplia notevolmente. Tuttavia, la recente direttiva “Stop-the-Clock” UE 2025/794 ha posticipato alcune scadenze chiave.

Ecco il quadro aggiornato:

  • Le aziende già soggette alla NFRD, come società quotate con più di 500 dipendenti, devono pubblicare entro il 2025 il loro primo bilancio di sostenibilità riferito all’anno fiscale 2024.
  • Le grandi imprese non quotate ( con oltre 250 dipendenti, patrimonio netto di oltre € 25 mln e fatturato superiore a € 50 mln ) vedono slittare l’obbligo al 2026, con pubblicazione nel 2028.
  • Le PMI quotate sono obbligate a partire dal 2027, con pubblicazione nel 2029. È previsto un opt-out fino al 2028.
  • Le filiali di gruppi extra-UE con ricavi di oltre € 150 mln in UE possono pubblicare il bilancio dal 2029.

Questi cambiamenti impongono alle imprese di muoversi per tempo, adeguando processi interni, definendo KPI ambientali e sociali e predisponendo sistemi di controllo e verifica.

 

Come prepararsi al bilancio di sostenibilità: fasi operative e linee guida per le aziende

Per affrontare correttamente l’introduzione dell’obbligo del bilancio di sostenibilità, le aziende devono pianificare ogni fase del processo. Ecco una guida operativa:

  1. Analisi di materialità: individuare gli aspetti ESG più rilevanti per l’impresa e per i suoi stakeholder.
  2. Raccolta e gestione dei dati: costruire un sistema efficace per monitorare i KPI ambientali, sociali e di governance.
  3. Definizione degli obiettivi ESG: stabilire target misurabili e coerenti con le strategie aziendali.
  4. Stesura del bilancio secondo gli standard ESRS: redigere il report in linea con i requisiti previsti dalla normativa.
  5. Verifica e pubblicazione: validare i dati con soggetti terzi, pubblicare il bilancio e integrarlo nella comunicazione aziendale.

In questo contesto, Aspel si propone come partner specializzato in consulenza ambientale, offrendo supporto tecnico e normativo per affiancare le imprese nella gestione degli aspetti ambientali e nella conformità legislativa.

Grazie all’esperienza maturata sul campo, offriamo un supporto completo sia dal punto di vista tecnico che consulenziale, aiutando le aziende a orientarsi tra normative complesse e adempimenti operativi.

Ci occupiamo di tutte le principali attività legate alla compliance ambientale: dalle autorizzazioni agli scarichi idrici e alle emissioni in atmosfera, fino alla classificazione e codifica dei rifiuti. Offriamo inoltre un’assistenza puntuale nella gestione degli obblighi amministrativi, curando la verifica delle prescrizioni autorizzative e fornendo un affiancamento costante per il rispetto delle scadenze ambientali.

Aspel si avvale inoltre di laboratori accreditati per il monitoraggio analitico delle acque trattate, garantendo la verifica costante delle prestazioni impiantistiche e depurative richieste per ogni realtà aziendale. Tutto questo nel rispetto dei più alti standard qualitativi e delle normative ambientali vigenti.

Vuoi sapere come metterti in regola con il bilancio di sostenibilità o valorizzare il tuo impegno ambientale? Contattaci: il nostro team di consulenti è a tua disposizione per fornirti il miglior supporto possibile.